Acufene: cos'è e come si tratta

Cosa fare se fischiano le orecchie

Il Centro per l'udito Otomedical è una struttura specializzata nella cura dell' acufene, grazie all'esperienza ed alla collaborazione di personale ed otorini altamente specializzati.

Questo disturbo, infatti, si manifesta nella sensazione di ascoltare suoni che altre persone non sentono: spesso questo problema è accompagnato da una perdita uditiva.

Non è propriamente una malattia, bensì un sintomo: le cause che lo generano possono essere molte, e può essere paragonato alla sindrome dell’arto fantasma. Cioè la sensazione di sentire dolore in un arto che non si ha più.

Questo accade perché il cervello tende a sovracompensare, esattamente come per l’acufene.

acufene

Come si riconosce l'acufene

Infatti, ciò che accade è che la parte del sistema nervoso legata alla funzione uditiva genera dei suoni. Questi suoni, spesso, sono simili a fischi, tintinnii, crepitii o suoni analoghi. Il cervello compensa quelli di cui non arriva più il segnale a causa della perdita uditiva: proprio ciò può portare alla percezione di un suono che non esiste se non per chi lo ascolta. La cura per acufeni bilaterali, interviene proprio in questo ambito, sopperendo a tale mancanza.

I problemi che accompagnano l'acufene

Questo disturbo è spesso accompagnato da una serie di problemi: difficoltà ad addormentarsi, irritabilità, difficoltà a rilassarsi, problemi di concentrazione, così come viene accompagnato da una parziale sordità.


Centro per l'udito Otomedical è punto di riferimento a Roma ed un centro per acufeni specializzato.

Contatta la nostra sede di Via della Pineta Sacchetti, per parlare con degli esperti in materia, ed avere un confronto specialistico.

Curare l'acufene

Acufene: definizione

Viene generalmente definito acufene (tinnitus in latino e in inglese), quel disturbo costituito da rumori che, sotto una diversa forma (fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni ecc.) vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o, in generale, nella testa, e che possono risultare fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita di chi ne soffre. Si originano all’interno dell’apparato, ma alla loro prima comparsa vengono illusioramente percepiti come suoni provenienti dall’ambiente esterno.

Il tinnito è una delle conseguenze più comuni dell’ipoacusia anche lieve ed è un disturbo caratterizzato dalla percezione dei cosiddetti “segnali fantasma”. Il fatto che la maggior parte dei pazienti acufenici presenti anche dei deficit, ha portato a considerare la percezione dell’acufene correlata alla deprivazione acustica (Ratnayake, et al., 2009). Si ritiene che il sistema nervoso centrale reagisca alla mancanza di stimolazione neurale dell’orecchio, aumentando il suo livello di attenzione nei confronti dei segnali sonori che gli arrivano. Questo aumento dell’amplificazione a livello del sistema nervoso centrale è stato confermato dagli studi condotti da Kaltenbach et al. (2005) e da Eggermont e Roberts (2004). Si ritiene che ci sia effettiva utilità nell’uso degli apparecchi acustici nel dare sollievo all’acufene, fornendo amplificazione adeguata alle regioni in cui è presente la perdita uditiva (Surr et al.,1985, Saltzman ed Ersner).

Acufene: terapie

La medicina propone diverse terapie dalle farmacologiche alle laser o acustiche.

Tra le acustiche la prima fu circa dieci anni or sono la Tinnus Retrain Terapy o TRT che utilizzava un mascheramento con rumore bianco o rosa. L’ultima terapia sviluppata e protocollata fra la Danimarca e gli Stati Uniti dall’equipe di specialisti in acufeni del Prof. Robert Sweetow è la WZT. Utilizzata per circa cinque anni a san Francisco nel reparto di Audiologia dell’Università della California da lui diretto è giunta in Italia da due anni, essa cambia radicalmente l’approccio al problema partendo da una diversa procedura di valutazione, classificazione e quindi individuazione del piano terapeutico multidisciplinare. La WZT Widex, già da alcuni anni ha introdotto i toni frattali Zen, una sequenza melodica di toni che si ripetono, secondo regole appropriate, tanto da diventare familiari, senza però mai essere noiosi e prevedibili. Essi sfruttano in campo audiologico le relazioni armoniche esistenti tra loro, generate tramite un processo ricorsivo del Dott. Robert W. Sweetow, PhD e la Dott.ssa Anne Mette Kragh Jeppersen, ma che applica più volte lo stesso algoritmo , al fine di elaborare l’uscita (Beauvois, 2007). Proprio come accade con la musica, i toni Zen hanno la capacità di favorire il relax e possiedono alcune benefiche qualità riscontrate nei brani musicali, anche sotto il profilo emotivo. Kuk e Peeters (2008) hanno studiato la loro applicazione su pazienti ipoacusici ed i risultati sono stati comprovati dalla ricerca: i pazienti hanno giudicato i toni frattali Zen decisamente rilassanti.
La WTZ viene trattata presso il nostro centro di Roma. Otomedical è sempre all’avanguardia nel proporre terapie mirate, efficienti e innovative.

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